martedì 12 luglio 2011

Ombelico sede di batteri: scovati 1400 ceppi, 662 ancora sconosciuti

Dimmi come lavi il tuo ombelico, e ti dirò quanti (e quali) batteri porti sulla pelle. Un gruppo di ricercatori della North Carolina State University ha rilevato che nell'ombelico umano possono essere in agguato fino a 1400 ceppi di batteri diversi, dei quali quasi la metà risultano sconosciuti e potrebbero rappresentare esemplari di nuove specie: l'inedito «conteggio» arriva dal North Carolina State University's Belly Button Biodiversity Project, guidato da Jiri Hulcr: «Siamo probabilmente gli unici - spiega - ad aver effettuato uno studio in scala così grande».
I ricercatori hanno chiesto a 95 volontari di prelevare, tramite un tampone simile a un cotton fioc, la coltura batterica presente nel proprio ombelico. Dopo il prelievo del tampone i microbiologi hanno posto i batteri in coltura e hanno atteso che crescessero per poterli poi fotografare ed esaminare dal punto di vista genetico.
Il progetto, partito alcuni mesi fa, aveva come obiettivo determinare quali e quanti batteri albergassero sulla nostra pancia: l'ombelico, per la sua particolare conformazione, può infatti rappresentare il «nascondiglio» ideale per lo sviluppo indisturbato dei microrganismi.
Dallo studio è emerso che, dei circa 1400 ceppi rilevati, la maggior parte di quelli conosciuti (80%) proviene da 40 specie di batteri comuni generalmente presenti sulla pelle, e perlopiù innocui, mentre altri 662 ceppi risultano tuttora sconosciuti.
La quantità di batteri varia, spiegano i ricercatori, a seconda di quanto bene ci si lava l'ombelico: i volontari che hanno dichiarato di lavarsi accuratamente e quotidianamente hanno infatti fatto rilevare livelli di batteri molto bassi o addirittura nulli. In altri casi, invece, è emerso che negli ombelichi possono albergare batteri dalla provenienza sorprendente: alcuni microroganismi (come i Marimonas) erano infatti fino a oggi stati trovato solo nell'oceano, e un'altra specie - chiamata Georgenia - nel terreno giapponese. 

lunedì 6 giugno 2011

Traditori: brutti ceffi medioevali ancora attivi!

In politica come nella vita di tutti i giorni, il problema, per chi ha morale,  è non perdere la faccia. Purtroppo, ancora oggi, sono sempre di più coloro che ne fanno ben volentieri a meno; una maschera che giornalmente barattano e calpestano penosamente. Acredine dai pori, ceruleo ritratto privo d'espressione e forza. Brutte bestie. Silenziosi e schivi, capo chino, rasentano la discrezione. Attenti; dietro quell'aria falsa e posticcia, si nasconde una notevole malvagità e perfidia. Giorno per giorno di questi personaggi ne vediamo miseramente l'esistenza, anche quando ne faremmo di buon grado a meno. Approfittando della loro immensa ipocrisia, ricoprono cariche pure di un certo spessore. Costoro sono i traditori, i marrani. 
Tradiscono perché, fortemente, deboli e sconsolati. Giuda insegna. Deludono allo scopo forse di convincere loro stessi a ritenersi vivi. 
Dopo aver tradito, li vedi piccoli piccoli, senza lingua e senza follia, contenti solo dell'ulteriore prova che sono riusciti a dare. 
Li vedi congratularsi con la propria inutilità, pronti a ricominciare con una nuova vittima. Accarezzano il loro livore spesso, dormono poco, sempre disposti a nuove strategie. La loro vita è complicata perché francamente non lineare. Prima d'entrare in una situazione, come spesso accade per gli esseri viventi normali, la vedono e la studiano, sotto varie angolature e piani, e non rinunciano ad inganni e raggiri d'attuare contro gli amici.
Ti spiazzano a dismisura da disarmarti a dovere. Del resto le loro giornate sono consacrate alla malignità; puntare dritto allo scopo è l'attimo clou della goduria per la loro misera esistenza. Chi tradisce uccide due volte. Eppure, ogni volta è così, ogni volta è come se facessero l'amore con se stessi, concedendo agli altri il languore della delusione e riservando, per se stessi, dolcezza e parole. Tirano un sospiro a sollievo e si preparano ad inventare la prossima circostanza con l'ennesimo sacrificato.
"Duraminca", convinti come siamo che ognuno può essere grande al proprio posto, ma il cerchio si stringe inesorabilmente e la società, quella vera, sanguigna, si auto-difende isolandoli, e una volta smascherati li mette da parte perché inservibili e pericolosi, come le Duracel scariche.