martedì 24 gennaio 2012
giovedì 5 gennaio 2012
martedì 3 gennaio 2012
Scomparsa statua in mare di S.Francesco Paola, vane le ricerche..
Sono andate avanti per tutto il giorno ma senza esito le ricerche della statua di San Francesco di Paola scomparsa da alcuni giorni dal fondale di 23 metri in cui era stata sistemata nel novembre 2007 davanti alla città che dette i natali al Santo.
La scomparsa della statua di San Francesco, patrono dei calabresi, di cui parla oggi il quotidiano Calabria Ora, è stata scoperta dai sommozzatori del Gruppo subacqueo paolano alcuni giorni fa. Da allora dell’opera, una statua in bronzo di due metri e del peso di circa due tonnellate, opera dell’artista Zampino, non si hanno più traccia.
Secondo una delle ipotesi, l’opera potrebbe essere stata spostata accidentalmente da un peschereccio con le reti a strascico. Per poterla prelevare dal fondo, infatti, è necessario uno speciale tipo di imbarcazione che in Calabria non ci sarebbe.
Secondo un’altra ipotesi avanzata da alcuni pescatori della zona, la statua potrebbe essere stata spostata dal mare grosso dei giorni scorsi. Le ricerche della statua, posizionata sul fondale durante le celebrazioni per il cinquecentenario della morte di San Francesco di Paola, riprenderanno domani.
lunedì 19 settembre 2011
A Fuscaldo: quando per strada incontri l’arte!
A Fuscaldo è la tarda e torrida serata di una domenica di metà settembre, il selciato è ancora rovente per una giornata calda ed afosa. I locali stanno chiudendo e i camerieri raccolgono le sedie per il fine cassa.
Sotto un gazebo è quasi tutto pronto, si sentono dei passi affrettati, quasi a dare la sensazione che qualcuno stia facendo gli ultimi preparativi.
In piazza, un gruppo di ragazzi con gli strumenti a spalla e tutto il necessario per suonare, cerca quell’angolo per poter montare amplificatori e contrabbasso e poi dar vita al loro spettacolo. Il volume è basso, solo per pochi.
Le luci non servono. Lo sfondo è quel verde meraviglioso della piazzetta dedicata a San Pio. Il pubblico per ora non c’è, nessuno si è accorto. Solo in pochi. La gente della notte, incuriosita dai musicisti di strada che ormai hanno montato tutto, si avvicina timidamente e in silenzio si raccoglie in piedi; qualcuno, magari, sorseggiando dalla bottiglia di birra portata dal vicino bar.
In piazza, un gruppo di ragazzi con gli strumenti a spalla e tutto il necessario per suonare, cerca quell’angolo per poter montare amplificatori e contrabbasso e poi dar vita al loro spettacolo. Il volume è basso, solo per pochi.
Le luci non servono. Lo sfondo è quel verde meraviglioso della piazzetta dedicata a San Pio. Il pubblico per ora non c’è, nessuno si è accorto. Solo in pochi. La gente della notte, incuriosita dai musicisti di strada che ormai hanno montato tutto, si avvicina timidamente e in silenzio si raccoglie in piedi; qualcuno, magari, sorseggiando dalla bottiglia di birra portata dal vicino bar.
Il portavoce della band aggiusta un microfono, mentre altre persone, attratte dall’insolita comitiva, si raccolgono intorno alla piccola tenda dei ragazzi, i quali si lanciano occhiatine d’intesa e si passano una sigaretta a metà. Si incomincia a suonare. Note allegre e gioiose infrangono la notte. La musica la fa' da padrona.
I giovani maestri, dalle dita prestigiose, snocciolano note su note, interpretando in maniera allegra e briosa, fughe e motivetti. Il pubblico in perfetto silenzio ascolta attentamente il concerto; qua e là qualcuno, favorito dal buio e dalla musica, approfitta per fare qualche passo di danza o tamburellare con le mani.
Gli artisti di strada hanno da qualche minuto cominciato ad esibirsi. La gente, curiosa, che sembrava essersi raccolta quasi per caso, si fa sempre più attenta ed interessata, attratta da quei ragazzi ai quali fino a poco prima era difficile scommetterci neanche una lira.
La band è perfettamente amalgamata; il loro modo di suonare è coinvolgente, il pubblico batte le mani a ritmo, canta e si diverte, diventa parte integrante dello spettacolo.
Non sottovalutiamo il valore elegante di chi non ha avuto la fortuna di poter calpestare teatri e sale blasonate. C’è chi si accontenta di poco; un chioschetto sulla strada di notte, per mostrare il proprio e singolare modo di fare. Sono convinto che in quelle vene vibra sangue e arte come il tamburello di Angelica la ragazza
sabato 30 luglio 2011
mercoledì 27 luglio 2011
martedì 12 luglio 2011
Ombelico sede di batteri: scovati 1400 ceppi, 662 ancora sconosciuti
Dimmi come lavi il tuo ombelico, e ti dirò quanti (e quali) batteri porti sulla pelle. Un gruppo di ricercatori della North Carolina State University ha rilevato che nell'ombelico umano possono essere in agguato fino a 1400 ceppi di batteri diversi, dei quali quasi la metà risultano sconosciuti e potrebbero rappresentare esemplari di nuove specie: l'inedito «conteggio» arriva dal North Carolina State University's Belly Button Biodiversity Project, guidato da Jiri Hulcr: «Siamo probabilmente gli unici - spiega - ad aver effettuato uno studio in scala così grande».
I ricercatori hanno chiesto a 95 volontari di prelevare, tramite un tampone simile a un cotton fioc, la coltura batterica presente nel proprio ombelico. Dopo il prelievo del tampone i microbiologi hanno posto i batteri in coltura e hanno atteso che crescessero per poterli poi fotografare ed esaminare dal punto di vista genetico.
Il progetto, partito alcuni mesi fa, aveva come obiettivo determinare quali e quanti batteri albergassero sulla nostra pancia: l'ombelico, per la sua particolare conformazione, può infatti rappresentare il «nascondiglio» ideale per lo sviluppo indisturbato dei microrganismi.
Dallo studio è emerso che, dei circa 1400 ceppi rilevati, la maggior parte di quelli conosciuti (80%) proviene da 40 specie di batteri comuni generalmente presenti sulla pelle, e perlopiù innocui, mentre altri 662 ceppi risultano tuttora sconosciuti.
La quantità di batteri varia, spiegano i ricercatori, a seconda di quanto bene ci si lava l'ombelico: i volontari che hanno dichiarato di lavarsi accuratamente e quotidianamente hanno infatti fatto rilevare livelli di batteri molto bassi o addirittura nulli. In altri casi, invece, è emerso che negli ombelichi possono albergare batteri dalla provenienza sorprendente: alcuni microroganismi (come i Marimonas) erano infatti fino a oggi stati trovato solo nell'oceano, e un'altra specie - chiamata Georgenia - nel terreno giapponese.
I ricercatori hanno chiesto a 95 volontari di prelevare, tramite un tampone simile a un cotton fioc, la coltura batterica presente nel proprio ombelico. Dopo il prelievo del tampone i microbiologi hanno posto i batteri in coltura e hanno atteso che crescessero per poterli poi fotografare ed esaminare dal punto di vista genetico.
Il progetto, partito alcuni mesi fa, aveva come obiettivo determinare quali e quanti batteri albergassero sulla nostra pancia: l'ombelico, per la sua particolare conformazione, può infatti rappresentare il «nascondiglio» ideale per lo sviluppo indisturbato dei microrganismi.
Dallo studio è emerso che, dei circa 1400 ceppi rilevati, la maggior parte di quelli conosciuti (80%) proviene da 40 specie di batteri comuni generalmente presenti sulla pelle, e perlopiù innocui, mentre altri 662 ceppi risultano tuttora sconosciuti.
La quantità di batteri varia, spiegano i ricercatori, a seconda di quanto bene ci si lava l'ombelico: i volontari che hanno dichiarato di lavarsi accuratamente e quotidianamente hanno infatti fatto rilevare livelli di batteri molto bassi o addirittura nulli. In altri casi, invece, è emerso che negli ombelichi possono albergare batteri dalla provenienza sorprendente: alcuni microroganismi (come i Marimonas) erano infatti fino a oggi stati trovato solo nell'oceano, e un'altra specie - chiamata Georgenia - nel terreno giapponese.
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