martedì 20 ottobre 2009

"Mare Oceano" arrivata a Vibo


E’ arrivata intorno alle 16.30 di ieri 19, al porto di Vibo Valentia, la nave “Mare Oceano”, incaricata dal governo di intervenire sul relitto di Cetraro. Rimarrà ormeggiata a Vibo per poi spostarsi, probabilmente oggi, sulla costa cosentina. Non è ancora chiaro che tipo di attività andrà a svolgere. Si tratta di una nave oceanografica appartenente a una ditta campana, non attrezzata, secondo fonti ufficiose, per il recupero dei fusti contenuti nel relitto. Si ritiene perciò che la Mare Oceano andrà a scattare altre fotografie e fare ulteriori prelievi di flora e fauna marina. Nulla, dunque, di quanto necessario per far fare il salto di qualità all’inchiesta avviata dalla procura di Paola e ora nelle mani delle Dda di Catanzaro e Reggio Calabria, nulla che consenta di verificare se quanto riferito dal pentito della ‘ndrangheta reggina Francesco Fonti sia vero: cioè che quella a 11 miglia e 800 metri a largo di Cetraro sia la nave Cunski, affondata dai clan calabresi nel 1992 con il suo carico di 120 bidoni di scorie radioattive.
L’assessore all’Ambiente della Regione Calabria, Silvio Greco, dice di non aver ricevuto finora alcuna comunicazione ufficiale sull’arrivo della nave e chiede di sapere quale sia la sua “mission”, augurandosi che tra i suoi interventi sia prevista, appunto, la caratterizzazione del carico. Chiede anche di sapere che fine abbia fatto la nave della Saipem, società dell’Eni, attrezzata per questo tipo di attività e il cui invio era stato annunciato dal ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo i primi di ottobre. Da allora non se ne ha notizia.



Il Papello del Cavaliere


Influenza suina: spunta una lettera del governo inglese ai neurologi. Dopo il vaccino aumento della Guillain-Barrè


I reporter inglesi (che salvo i casi delle testate "gossippare" sono veramente reporter, non come in Italia) hanno intercettato una lettera riservata dal ministero della salute inglese indirizzata ad oltre 600 neurologi.
Nella comunicazione si invitano tutti i medici a prestare attenzione perchè a seguito della indiscriminata campagna vaccinatoria degli ultimi tempi, si è potuto constatare un aumento vertiginoso dei casi di sindrome da Guillain Barrè.
Si era sentito parlare di questo possibile effetto collaterale dei vaccini odierni, ma questa volta è addirittura un governo a mettere in allarme la comunità medica, ovviamente in sordina e cercando di non fare troppo chiasso.
Fortunatamente questa sindrome nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente nel giro di pochi mesi, o un anno circa, lasciando pochi strascichi, ma… Sapete che cosa vuol dire cuccarsi questa sindrome?
Dunque:
si inizia con strane sensazioni agli arti e alle dita, poi con dolori veri e propri. La malattia colpisce tutti i nervi periferici e si può arrivare a tetraplegia completa, nel giro di pochissimo tempo. Immaginatevi di svegliarvi alla mattina con una strana sensazione alle estremità, poi di avvertire verso sera dei dolori acuti e improvvisi in zone assurde del corpo. Sono i vostri nervi che mandano messaggi strampalati al cervello ma a voi questo non dice nulla. L’unica cosa di cui vi accorgete sono i dolori e la progressiva perdita di funzionalità degli arti.

In pochi giorni potreste ritrovarvi su una sedia a rotelle oppure sdraiati su un letto e intubati, perchè la GBS porta ad arresti respiratori e cardiocircolatori improvvisi. E voi non capite un cazzo, perchè con la sanità italiana prima che vi pongano la diagnosi corretta è capace che siete crepati dodici volte.

Il tutto perchè un governo ha voluto imporre, con la forza o con la coercizione mediatica, un vaccino di merda.


domenica 18 ottobre 2009

la " Mare Oceano" al largo di Cetraro per ricerche!



La nave “Mare Oceano” specializzata in ricerche sottomarine, approderà domani, secondo le ultime notizie, nel porto di Vibo Valentia da cui farà poi rotta verso la zona a largo di Cetraro in cui è stato individuato il relitto che si sospetta possa contenere rifiuti pericolosi radioattivi.


Le ricerche sul fondale saranno effettuate tramite un robot “ROV” (Remotely Operated Vehicle) di quarta generazione in grado di operare in profondità trasmettendo immagini ad alta definizione, operando prelievi, carotaggi e rilevazioni di radioattività.

Tutte queste attività saranno attuate sulla base delle indicazioni della Direzione Distrettuale Antimafia che coordina le indagini sul relitto carico di radioattività.


Le operazioni saranno seguite costantemente dal Ministero dell’Ambiente che, mercoledì svolgerà una missione in Calabria, con una delegazione incontrerà la Direzione Distrettuale Antimafia, gli enti locali e la comunità di Cetraro.

venerdì 16 ottobre 2009

Ecco il papello della mafia!

Eccolo trascritto nei dodici punti  il papello che è stato consegnato stamane dagli avvocati di Ciancimino ai giudici.  

Un primo grande indizio: negli anni delle stragi lo Sato scese a patti con la mafia.


lunedì 12 ottobre 2009

Cetraro: protesta dei pescatori





Cetraro, 12 ott. - (Adnkronos) - I pescatori di Cetraro hanno bloccato questa mattina la stazione ferroviaria per protesta contro la situazione determinatasi dopo il ritrovamento della cosiddetta 'nave dei veleni' che ha fortemente pregiudicato le attività connesse alla pesca. "Su tutta la costa tirrenica - riferiscono i pescatori - le vendite di pesce sono calate vistosamente, al punto da pregiudicare la sopravvivenza delle famiglie che si reggevano con quest'attività'".

 

I pescatori, supportati dalla popolazione, protestano pacificamente sui binari dalle 9.30. Chiedono l'attivazione di misure per il loro sostegno. Trenitalia ha organizzato nel frattempo un servizio sostitutivo di trasporto per i passeggeri tra Paola e Capo Bonifati.



sabato 3 ottobre 2009

Firma anche TU la petizione!!: LIBERI DALLE SCORIE





Di seguito troverete l’editoriale del direttore de “il Quotidiano della Calabria”, Matteo Cosenza.
Invito i lettori di questo BLOG ad aderire recandosi sul sito de il Quotidiano e firmando la petizione.
Grazie Rosalbo Santoro

Dal Quotidiano una petizione per rimuovere i veleni dal mare e dalla terra. Calabria radioattiva.
Atto a Berlusconi “Liberi dalle scorie, firma anche tu”
di Matteo Cosenza


La più grave delle sciagure incombe sulla Calabria: un nemico oscuro che può attentare, se non lo ha già fatto, alla salute di tutti. Ed è questa gravità a spingerci a realizzare l’iniziativa che lanciamo oggi.

Da ormai un mese non parliamo che di veleni, di materiali radioattivi, di mare a rischio, di navi trasformate in bombe chimiche, di suoli violati e, quindi, infidi. Lo facciamo ininterrottamente da quel pomeriggio in cui si ebbe la conferma che il sospettato relitto si trovava esattamente nel luogo indicato al largo di Cetraro, con il suo carico malefico di cui immagini più o meno nitide di fusti indicavano la presenza.
L’allarme che da anni aleggiava su questa terra e sul suo mare si è materializzato e allora tutti gli altri sospetti, le soffiate, le confessioni di pentiti più o meno credibili e soprattutto i silenzi assordanti di chi sa e tace hanno assunto proporzioni enormi.

Si è capito che la Calabria, complici i suoi figli degeneri - quella ‘ndrangheta vile e senza onore che è il cancro di questa terra - è stata probabilmente la pattumiera di tutte le schifezze indigeste del nostro Paese e non solo.

Tutto è da accertare, dalla quantità e qualità dei materiali scaricati in mare o sotto terra all’entità dei danni prodotti alla natura e alla gente. E quello che accade non riguarda solo la Calabria, per quanto qui si avrebbero le conseguenze peggiori, ma l’Italia intera: è una faccenda più grande di Seveso, che pure rappresenta la più grande emergenza ambientale della nostra storia.

Occorre, dunque, un grande impegno della comunità nazionale e segnatamente del Governo per garantire nell’immediato la ricognizione puntuale di tutte le aree a rischio, marine e terrene, la bonifica e tutto quello che serve a rassicurare la gente anche eventualmente in termini di prevenzione e cura.

Mentre, naturalmente, si devono accertare tutte le responsabilità e perseguire gli autori e i mandanti di quanto è accaduto, chiarendo fino in fondo il ruolo dei servizi segreti.

In secondo luogo, pur tra allarmi e preoccupazioni crescenti, da più parti è stata rilevata una singolare assenza di iniziative da parte della collettività. Le mamme di Crotone, che protestano per chiedere la sicurezza dei loro figli che studiano e vivono su terreni compromessi dalle scorie dell’industria che fu, sono un’eccezione.

Non mancano le dichiarazioni o le interrogazioni di forze politiche e parlamentari, ma il rituale è il solito. D’altro canto mancano le sedi e i luoghi che una volta consentivano alla gente di partecipare alla vita collettiva.

In questi giorni ne abbiamo discusso, anche con associazioni dalla storia consolidata come Legambiente, e da questi due elementi - la dimensione del problema e l’assenza di una adeguata iniziativa pubblica - è nata l’idea della petizione al Governo.

Non contiene proclami o considerazioni, bensì ricorda asciutti dati di fatto e soprattutto chiede interventi precisi: la Calabria non può essere lasciata sola perché, anche volendo, non ha gli strumenti, le risorse e le competenze per affrontare un’emergenza strutturale di queste proporzioni. Tocca allo Stato, finché riusciremo a garantirne l’unità da Nord a Sud, fare la sua parte.

E la deve fare non solo perché è suo dovere, non solo perché lo chiedono le autorità pubbliche ma perché lo invoca un’intera comunità che è vittima di immondi traffici nazionali e internazionali.


Ci auguriamo che siano in molti a firmare la petizione. I primi che lo hanno fatto sono calabresi che amano e onorano la loro terra e che con entusiasmo hanno sottoscritto questo atto di fiducia e speranza. Per rivendicare il diritto a una Calabria libera dalle scorie chiediamo a tutti di firmare.


Basterà collegarsi al nostro sito “www.ilquotidianodellacalabria.it”, cliccare il banner “Liberi dalle scorie” e seguire le poche,semplici istruzioni, oppure utilizzare il tagliando che trovate sul giornale, compilarlo e farlo pervenire via fax (0984853893) o per posta o consegnandolo direttamente alle nostre redazioni. Le adesioni presentate attraverso il tagliando saranno trasferite sul sito e lì contate e registrate.

Ogni giorno sarete informati attraverso il giornale e il sito sull’andamento della sottoscrizione e tra qualche settimana la petizione con tutte le firme sarà consegnata a Palazzo Chigi dove una terra poco ascoltata per colpe sue e per responsabilità esterne potrà far sentire chiara e possente la sua invocazione di aiuto.